L'addio di Draghi alla BCE e l'eredità di Christine Lagarde

by Massimiliano Benincasa
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Per riassumere l'epoca Mario Draghi alla Presidenza della Banca Centrale Europea basta una frase: "...la BCE è pronta a tutto per proteggere l'Euro e credetemi, sarà abbastanza..."

Un impegno pronunciato a sorpresa nell'estate del 2012, a pochi mesi dalla sua nomina; una promessa e un programma che non tarda a mettere in pratica e che rappresenta il suo lascito maggiore.
Nel pieno della crisi sul debito sovrano nell'Eurozona, Draghi mette fine alle speculazioni sull'agonia dell'Unione e cambia il corso della BCE. Qualche settimana più tardi annuncia un piano di acquisto di obbligazioni ed un rafforzamento della politica monetaria; non tutti approvano i suoi metodi, come il Presidente della Bundesbank, i più critici affermano che va oltre il perimetro del suo mandato.

Col senno di poi difficile negare che il "pronti a tutto" di Draghi non sia stato una svolta decisiva nella crisi dell'Eurozona. Soprannominato Super Mario, ha mantenuto la sua promessa.

Uomo di poche parole, prima di ogni suo annuncio sulle decisioni della Banca i twitter si scatenano, c'è persino un indovinello sulla sua cravatta...giornalisti ed analisti interpretano il colore scelto come un indicatore di tipo economico; un giochetto molto amato di cui Draghi è probabilmente al corrente.

Nello stesso leggendario discorso del 2012 ha dichiarato che, l'Euro è come un calabrone, un mistero della natura perché non dovrebbe volare, invece lo fa.
Dal 1 novembre spetterà a Christine Lagarde il compito di mantenere la BCE in volo.